Cari amici ,
ecco la nuova rubrica 2011 tutta dedicata all' animazione! Giochi, sussidi, storia, clownerie e tanto altro ancora. In viaggio con lo spirito e il carisma di don Bosco. Un viaggio ricco di colori, sensazioni , gioia, allegria. Cliccate sotto e scoprirete la news di questa settimana!!
Mettersi in gioco? empatizzarsi? al pari dei ragazzi? asimmetria? tutti quesiti ai quali queste poche parole possono aiutarvi a dare risposta!
Giochi di Animazione
Corso per Animatori sui Giochi
Il Gioco è importante per i ragazzi
Il gioco è un’attività fondamentale, indispensabile per la crescita e lo sviluppo del ragazzo. Nel gioco il ragazzo prende coscienza del proprio corpo, dei propri limiti e delle proprie possibilità, anche le più nascoste. In un clima di trasparenza il ragazzo “tira fuori” la sua vera personalità, ciò che veramente è (“nel gioco si conoscono i ragazzi”, diceva Don Bosco), libera tutte le sue passioni. Attraverso il gioco costruisce rapporti con coetanei, impara a stare con gli altri, assume liberamente un ruolo di rispetto nei confronti del gruppo di cui fa parte.
Il gioco è educazione.
Per il ragazzo il gioco è vita: come vive il gioco così si atteggia di fronte alla vita (occorre allora insegnargli a giocare bene). Attraverso il gioco il ragazzo fa suoi i grandi ideali della vita: la lealtà, la generosità, l’onestà, ecc. Attraverso il gioco il ragazzo accresce lo spirito di
sacrificio, lo spirito di squadra, il gusto dell’impegno, la capacità di iniziativa, l’assunzione del rischio. Il gioco favorisce lo sviluppo della fantasia, della
creatività, dell’espressone, della comunicazione del ragazzo.Il gioco non è un “riempitivo” della giornata. Va quindi
ben preparato ed organizzato. Davanti alla serietà dell’organizzazione il ragazzo prenderà con impegno e partecipazione l’attività. Il ragazzo che non gioca avrà certamente più difficoltà nella vita e meno mezzi per superarle.
Il gioco è l’animatore.
Il gioco dei ragazzi richiede sempre la presenza di un educatore attento, sensibile, intraprendente, dinamico,, entusiasta, amico su misura, che riprenda cura della crescita dei ragazzi, non solo del loro svago. L’educatore, animatore, se vorrà far acquisire al ragazzo il suo messaggio, dovrà
usare il più possibile il gioco. Il ragazzo percepisce ciò che passa attraverso l’esperienza sensibile.
Il gioco è un mezzo indispensabile, il primo, per instaurare un rapporto di amicizia
veloce e spontaneo, premessa per passare ad altre tappe di formazione.Condividere i ragazzi il gioco aiuta ad essere considerati “amici” e non maestri, è
amare ciò che loro amano, è abbassarsi al loro livello per farli sentire importanti. Il gioco è un’opportunità efficace per avvicinarli e dir loro una parolina da amici, avvisarli, consigliarli e correggerli amorevolmente. È importante trovare scoprire giochi adatti all’età dei ragazzi.
Come preparare un gioco
Ti proponiamo ora alcuni consigli e suggerimenti che ti possono essere utili
per diventare un “mago dei giochi”.
1 Non arrivare mai all’ultimo tempo e improvvisare il gioco: sarebbe un fiasco
assicurato.
2 Non lasciare scegliere il gioco ai ragazzi: sceglierebbero sempre e solo il calcio o
altri pochi giochi.
3 Pensa ai ragazzi a cui è diretto il gioco: età, temperamento, gruppo misto, numero,
nervosismo, stanchezza…
4 Pensa al luogo in cui si svolge il gioco: cortile, prato, bosco, spiaggia, …
5 Pensa alla finalità del gioco: collaborare, sviluppare le capacità del singolo,
partecipazione di tutti, interessi.
È importante provare il gioco prima di proporlo ai ragazzi, ed essere ben sicuri delle
regole da comunicare ai partecipanti.
6 Avere tutto il materiale ben disposto prima… non creare intervalli che
distoglierebbero attenzione e clima, magari facendo costruire il materiale stesso ai
ragazzi.
7Variare molto i giochi, avendo cura di no presentare giochi simili. E i giochi ad eliminazione? Quali soluzioni per coinvolgere gli eliminati? Accentuare lo spettacolo: inserire il gioco in una storia, creando un’ambientazione
fantastica, preparare con cura le scenografie, trucchi, maschere, colonne sonore…
animare il gioco.
8 Ricordarsi che nel gioco si è educatori.
9 Fare attenzione anche alle più piccole cose, perché tutto è importante.
Come spiegare un gioco
1 Far sedere i ragazzi possibilmente vicino al luogo i cui si giocherà. In ogni caso,
fare in modo che abbiano il sole alle spalle.
2 Lanciare il titolo
3 Iniziare la spiegazione seguendo questi passaggi:
- Evidenziare subito lo scopo del gioco
- Far vedere il campo di gioco e la disposizione delle squadre, dal vivo o
utilizzando un cartellone
- Dire le regole partendo dalle più importanti
- Utilizzare il minor tempo possibile, per evitare di stancare o innervosire i
ragazzi.
- Presentare in modo entusiasmante e con fantasia.
- Utilizzare solo parole semplici e facilmente comprensibili
- Badare di avere attenzione da parte di tutti, rivolgendosi a coloro che
tendono a distrarsi.
- Non lasciare la possibilità delle domande se non dopo aver concluso la
spiegazione.
- Indicare chiaramente il tempo di gioco (soprattutto se si tratta di un gioco a
tempo).
- Fare sempre una prova al termine della quale si possono aggiungere delle
regole accessorie per correggere eventuali errori.
Come gestire un gioco
1 Date il “via” sapendo che da questo punto in poi non potete aggiungere altre regole.
2 Abbiate ben chiaro lo svolgimento del gioco in modo da risolvere le contestazioni
con rapidità, sulla base di criteri sempre uguali per tutti.
3 Pretendere il rispetto delle regole come spiegate, non accettate ritardi, volgarità,
grossolanità, slealtà.
Possono esserci più arbitri, ma in caso di contestazioni, uno solo sarà l’ultimo
arbitro responsabile.
4 Abituate i ragazzi a non discutere durante il gioco
5 Massima attenzione al gioco, non farsi distrarre da altri animatori o da piccoli fatti.
6 Estrema imparzialità: i ragazzi lo notano subito.
7 Niente battibecchi in campo tra gli animatori (si discute con calma, dopo tra di voi).
8 Gli animatori non impegnati nell’arbitraggio devono essere dentro le squadre per
animare, incoraggiare, far giocare i ragazzi e non per divertirsi. Occorre non
lasciarsi trasportare dall’agonismo, essere sempre d’accordo con l’arbitro, essere
una presenza educativa.
9 Responsabilizzare i ragazzi più grandi come capisquadra.
10 Al termine del gioco recuperare gli arrabbiati, aiutarli a scoprire i perché.
11 Interrompere il gioco al momento giusto, lasciando il desiderio di rigiocarci.
12 A conclusione del gioco è importante proclamare con chiarezza i risultati e i vincitori
13 Il gioco, a differenza dello sport, non deve esaltare i vincitori.
Tutti questi punti possono essere lo schema
per una verifica nella riunione degli animatori
Regole pratiche di assistenza in cortile o in oratorio
14 Avere il senso di responsabilità
15 Spostare ad altri momenti tutte le altre cose
16 Conoscere il più presto possibile i ragazzi: i nomi, i
gusti, i caratteri…
17 Avere la visione d’insieme, non lasciarsi catturare
dal particolare
18 Si può anche giocare… però mai in modo tale da
perdere il controllo del tutto.
19 Saper far giocare tutti e ascoltare tutti
20 Smuovere gli angoli morti, vivacizzare gli ambienti
troppo quieti.
21 Agire sulla propositività, cercare di convincere, non di imporre
22 Rispettare il ragazzo con un trattamento fine e delicato (mai le mani addosso e i
“titoli” sui ragazzi)
23 Non dimostrare simpatie: se ci sono preferenze siano per i meno dotati.
24 Mai ridicolizzare i difetti, soprattutto quelli fisici
25 Avere un grande senso di pazienza e di gradualità
26 Saper usare la giusta lode e il riconoscimento.
27 Saper perdere e dimenticare
28 Non punire mai senza aver usato prima tutti gli altri mezzi
29 Mai castighi pubblici, mai castighi fisici, mai castighi generali, mai castighi umilianti
Come arbitrare
Tra le occupazioni di ogni animatore, c’è quella di arbitrare. Essere un buon arbitro è
un’arte e come tutte le arti va appresa con tanta pazienza. L’ideale sarebbe che l’arbitro
non debba mai intervenire e che i giocatori stessi amministrino tra loro la giustizia e il
rispetto delle regole. Ma, come avviene per gli adulti, è facile che la foga del divertimento
“ecciti la passionalità e allenti il controllo sulle reazioni istintive”.
Occorre quindi arbitrare con sorridente indulgenza: ma non basta.
Ecco a voi quattro regole semplici e collaudate.
1. NON ADIRATEVI MAI, PER NESSUNA RAGIONE.
Facile a dirlo, ma difficile a farlo. I ragazzi sembra conoscano i trucchi segreti per
portare all’esasperazione l’adulto più controllato, per strappare grida impazienti a
chi parla sempre sottovoce… Quando i ragazzi si divertono, mettono in azione
arroganza, indipendenza, prepotenza: sono reazioni naturali. Dimentica il rispetto
per il più grande, hanno l’impressone che il mondo sia loro. In pratica si verifica una
specie di sfida: se riesce a far perdere il controllo all’animatore ha dimostrato la sua
superiorità. L’autorità è dominio di sé, calma, controllo: la calma fredda “intimorisce”
e suscita la coscienza di comportarsi scioccamente.
2. NON LASCIATE TRAPELARE LE VOSTRE INCERTEZZE.
Se lasciate trapelare incertezza, dimostrate o la poca importanza che date
all’attività o la vostra impreparazione. La tensione e l’impegno calano, i ragazzi
diventano nervosi e la situazione può divenire incontrollabile. Questo imprevisto va
risolto il più presto possibile, fingendo che la decisione sia cosa naturale, anzi,
prevista.
3. NON PRETENDETE DI AVERE SEMPRE
RAGIONE.
Spesso l’arbitro sbaglia e anche voi potete
commettere degli errori: pur non avendo visto bene,
si è costretti a decidere velocemente e senza
ripensamenti… e spesso la decisione può essere
sbagliata. Ve ne accorgerete al termine della partita,
quando ci sarà il tempo della spiegazione con i
ragazzi: in questo caso sarebbe imperdonabile non
ammettere il proprio torto, magari urlando che siete
voi a comandare o minacciando punizioni.
4. NON TRANSIGERE.
È il più duro dei compiti: non perdonate troppo spesso. Non lo fate per il vostro
piacere, ma per il bene dei ragazzi. Gli altri giocatori hanno diritto di essere protetti
da coloro che giocano scorrettamente e disturbano lo svolgimento delle attività. Voi
avete il dovere di essere giusti prima che clementi. Non transigere ha anche un
altro vantaggio: i ragazzi capiscono immediatamente lo stile dell’animatore ed
accettano la sua fermezza. Egli difende i loro interessi.
Quanti tipi di gioco conosco?
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